Linee Guida per l'Accoglienza e l'Integrazione degli Alunni Stranieri

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Febbraio 2014

Documento digitale realizzato dal Dirigente Scolastico Piergiorgio Sartori
Referente della Rete "Tante Tinte" - Basato sulla Nota MIUR n. 4233/2014

Premessa

Nel 2006, con circolare ministeriale n. 24 del 1° marzo, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca emanava le Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri con l'obiettivo di presentare un insieme di orientamenti condivisi sul piano culturale ed educativo e di dare suggerimenti di carattere organizzativo e didattico al fine di favorire l'integrazione e la riuscita scolastica e formativa degli alunni stranieri.

Le Linee guida del 2006 sono state un riferimento importante ma, a distanza di quasi dieci anni, è necessaria una riconsiderazione della realtà del mondo dei migranti, che si configura oggi assai complesso sia numericamente che per varietà di provenienza e di culture, sempre nell'ottica di una via interculturale all'integrazione.

Sono poi intervenute novità normative, nuove esigenze e richieste di indirizzo provenienti da quanti lavorano nella scuola e dalla società e che derivano soprattutto dalla richiesta e proficua esperienza delle nostre scuole autonome che hanno disegnato il modello italiano di integrazione in questi anni.

Questo documento rappresenta perciò uno strumento di lavoro per dirigenti scolastici, in segnanti, genitori, operatori delle associazioni, a cui spetta il compito di individuare le modalità con le quali affrontare ciascuna situazione nella consapevolezza che lo studente di origini straniere può costituire un'occasione per ripensare e rinnovare l'azione didattica a vantaggio di tutti, un'occasione di cambiamento per tutta la scuola.

🔑 Punti Chiave

  • Origine: Aggiornamento delle linee guida del 2006 per rispondere alla complessità attuale del fenomeno migratorio
  • Obiettivo: Fornire orientamenti condivisi per favorire l'integrazione scolastica
  • Approccio: Via interculturale all'integrazione
  • Base: Esperienza delle scuole autonome italiane

1. Scuola Multiculturale o Scuola Internazionale?

I minori stranieri, come quelli italiani, sono innanzitutto persone e, in quanto tali, titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, infatti, all'art. 2 afferma che: "Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione."

Principi fondamentali: I diritti dell'infanzia sono stati ratificati dall'Italia nel 1991. Si tratta di Dichiarazioni che l'Italia ha fatto proprie, le quali valgono sul nostro territorio e costituiscono un punto fermo per le politiche e gli interventi che sono rivolti e che coinvolgono bambini, ragazzi, adolescenti provenienti da tutto il mondo che vivono da noi.

L'Educazione Interculturale

L'educazione interculturale costituisce lo sfondo da cui prende avvio la specificità di percorsi formativi rivolti ad alunni stranieri, nel contesto di attività che devono connotare l'azione educativa nei confronti di tutti.

La scuola infatti è un luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni, in quanto può agire attivando una pratica di vita quotidiana che si richiami al rispetto delle forme democratiche di convivenza e, soprattutto, può trasmettere i saperi indispensabili alla formazione della cittadinanza attiva.

L'educazione interculturale rifiuta sia la logica dell'assimilazione, sia quella di una convivenza tra comunità etniche chiuse ed è orientata a favorire il confronto, il dialogo, il reciproco riconoscimento e arricchimento delle persone nel rispetto delle diverse identità ed appartenenze e delle pluralità di esperienze spesso multidimensionali di ciascuno, italiano e non.

🔑 Punti Chiave

  • Diritti universali: I minori stranieri sono titolari degli stessi diritti dei minori italiani
  • Educazione interculturale: Non assimilazione né separazione, ma dialogo e confronto
  • Scuola come luogo centrale: Costruzione di regole comuni e cittadinanza attiva
  • Approccio: Rispetto delle diverse identità in una prospettiva di arricchimento reciproco

2. Chi Sono gli Alunni di Origine Straniera

La presenza di alunni stranieri è un dato strutturale e riguarda tutti i livelli del sistema scolastico. Essa ha avuto, nel nostro Paese, un fortissimo tasso di crescita, da 100 a oltre 800 mila alunni nell'arco di dieci anni, anche se il tasso di crescita, intorno a 60-70.000 unità all'anno, sta subendo un rallentamento.

Alunni con cittadinanza non italiana

Sono gli alunni che, anche se nati in Italia, hanno entrambi i genitori di nazionalità non italiana. Una simile definizione ha rilevanza dal punto di vista burocratico e procedurale, visto che a questa tipologia di alunni devono essere applicate le norme previste dalla normativa sui cittadini stranieri residenti nel nostro Paese.

Alunni con ambiente familiare non italofono

Alunni che vivono in un ambiente familiare nel quale i genitori, a prescindere dal fatto che usino o meno l'italiano per parlare con i figli, generalmente possiedono in questa lingua competenze limitate, che non garantiscono un sostegno adeguato nel percorso di acquisizione delle abilità di scrittura e di lettura.

Nota importante: Bisogna sottolineare, però, che questi alunni sono spesso estremamente competenti, e talvolta alfabetizzati, nella lingua d'origine della famiglia perché hanno frequentato la scuola nel Paese d'origine, o perché studiano la lingua con l'aiuto dei genitori o di associazioni gestite all'interno di ciascuna comunità.

Minori non accompagnati

Alunni provenienti da altri Paesi che si trovano per qualsiasi ragione nel territorio dello Stato privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili. Per questi alunni, la legge prevede norme specifiche (vedi più avanti). Anche quando, a seguito di procedure di accoglienza o di affido, essi vengono stabilmente accolti nel percorso scolastico.

Alunni figli di coppie miste

Le coppie miste sono in aumento, segno di un processo di integrazione che si sta consolidando. Dunque sono in aumento gli alunni con uno dei genitori di origine straniera. Differiscono dal gruppo precedente per due aspetti rilevanti: hanno cittadinanza italiana (perché la acquisiscono dal genitore italiano) e le loro competenze nella lingua italiana sono efficacemente sostenute dalla vicinanza di un genitore che, di solito, è stato scolarizzato in Italia.

Alunni arrivati per adozione internazionale

I bisogni educativi e didattici degli alunni adottati di origine straniera sono diversi da quelli che sono in Italia con le loro famiglie. D'altra parte, accade spesso che questi alunni risultino al contrario "invisibili" all'interno delle classi, perché sono cittadini italiani a tutti gli effetti, spesso sono giunti in Italia nella prima infanzia e sono cresciuti in un ambiente familiare totalmente italofono.

Alunni rom, sinti e caminanti

Sono i tre principali gruppi di origine nomade, ma spesso oggi non nomadi, presenti in Italia, al cui interno sono presenti molteplici differenze di lingua, religione, costumi. Una parte di essi proviene dai paesi dell'Est Europa, anche da paesi membri dell'UE, spesso di recente immigrazione e non possiede la cittadinanza italiana. Un'altra parte appartiene invece a famiglie residenti in Italia da molto tempo ed ha cittadinanza italiana, spesso da molte generazioni.

Studenti universitari con cittadinanza straniera

Benché le Università italiane ospitino una bassa percentuale di studenti stranieri (3,8% del totale degli iscritti nell'anno accademico 2011/2012) rispetto ad altri Paesi, è importante ricordare che questa fascia di popolazione studentesca è in progressivo aumento.

🔑 Punti Chiave

  • Crescita esponenziale: Da 100 a oltre 800 mila alunni in 10 anni
  • Diversità di situazioni: 8 tipologie principali di alunni di origine straniera
  • Non solo cittadinanza: L'ambiente familiare e linguistico è determinante
  • Complessità: Ogni categoria richiede approcci e attenzioni specifiche

3. Le Scelte nella Scuola degli Adolescenti e il Passaggio all'Università

Tra le novità di maggiore importanza c'è lo sviluppo della scolarizzazione nel secondo ciclo. L'accesso degli studenti stranieri alla scuola secondaria di secondo grado è diventato consistente solo nell'ultimo decennio, in correlazione con la progressiva stabilizzazione di gran parte della popolazione immigrata e con il progressivo passaggio al successivo grado di istruzione degli alunni non italiani che avevano frequentato le nostre scuole di base.

Criticità nel Secondo Ciclo

La prima riguarda il rapporto tra nati in Italia e nati all'estero. Se nella scuola dell'infanzia e nella primaria la quota dei nati in Italia sul totale degli iscritti stranieri è ormai largamente maggioritaria, nella secondaria di primo grado si avvicina a un terzo e in quella di secondo grado è invece ancora nettamente minoritaria.

Attenzione: Considerato lo svantaggio relativo – in termini di ritardi, ripetenze e performance scolastiche – dei nati all'estero rispetto ai nati in Italia, è evidente che è il secondo ciclo di istruzione quello in cui, al momento e per un tempo prevedibilmente non brevissimo, si addensano le maggiori criticità.

Nella scuola secondaria di secondo grado è quindi della massima importanza assicurare una migliore efficacia alle strategie di prevenzione dell'insuccesso e della dispersione scolastica e formativa. Le speciali differenze, inoltre, tra gli studenti italiani e quelli di origine straniera in ordine alla scelta dei percorsi di studio successivi alla scuola secondaria di primo grado suggeriscono di migliorare i processi di orientamento.

Orientamento e Scelte di Percorso

Si tratta di priorità che, derivando in primo luogo dal profilo universalistico della normativa sul diritto a pari opportunità educative di tutti i giovani presenti nel territorio nazionale, guardano anche alla necessità di evitare il sedimentarsi di stratificazioni e contraddizioni sociali potenzialmente problematiche per il futuro del Paese.

Gli studenti stranieri adolescenti, nelle nostre scuole superiori e, in misura molto minore, nei corsi universitari, sono l'indiscutibile segnale di un'immigrazione che, stabilizzandosi, punta sempre di più sull'istruzione come ascensore sociale per i propri giovani.

🔑 Punti Chiave

  • Criticità principale: Il secondo ciclo presenta le maggiori difficoltà
  • Differenze nei percorsi: Necessità di migliorare l'orientamento scolastico
  • Prevenzione: Fondamentale contro insuccesso e dispersione scolastica
  • Istruzione come ascensore sociale: Crescente investimento delle famiglie immigrate nell'istruzione

4. La Cittadinanza

I dati sugli studenti stranieri nati in Italia e il loro progressivo aumento possono fornire un utile contributo per affrontare una delle questioni oggi maggiormente in discussione in tema di immigrazione: la riforma della normativa sull'acquisizione della cittadinanza.

La legge sulla cittadinanza, datata 1992, è ritenuta da più parti non adeguata all'odierna realtà migratoria. Essa pone la cittadinanza come un fatto traguardo troppo lontano per chi arriva in Italia ma soprattutto per chi vi nasce, cresce, studia, dovendo aspettare la maggiore età per ottenerla.

Cittadinanza e Costituzione

Con il termine Cittadinanza si vuole indicare non solo lo status formale di cittadino ma anche la capacità di sentirsi cittadini attivi, in grado di esercitare i diritti e di rispettare i doveri della società di cui si fa parte e di partecipare a pieno titolo al suo sviluppo.

Nel 2008, con la legge 169, fu introdotto il nuovo insegnamento "Cittadinanza e Costituzione". Inizialmente si individua in esso una disciplina autonoma, valutabile e certificabile. Successivamente, in considerazione della connotazione non strettamente disciplinare dei suoi contenuti, Cittadinanza e Costituzione è stata diffusamente interpretata come area trasversale della quale devono farsi carico tutti i docenti.

In questa prospettiva, l'impegno delle scuole di sviluppare i valori e i contenuti della cittadinanza si inserisce nel più ampio contesto delle cittadinanza europea e delle normative internazionali sui diritti umani e dell'infanzia.

Così l'educazione interculturale coinvolge tutti gli studenti, italiani e non, e viene ricondotta all'acquisizione di valori, conoscenze e competenze necessari non solo per la convivenza democratica, ma anche per un inserimento attivo nel mondo del lavoro, della cultura, dell'impegno sociale.

🔑 Punti Chiave

  • Normativa da aggiornare: La legge del 1992 non è più adeguata alla realtà attuale
  • Cittadinanza attiva: Non solo status formale ma partecipazione alla società
  • Insegnamento trasversale: "Cittadinanza e Costituzione" come area interdisciplinare
  • Prospettiva europea: Inserimento nel contesto più ampio dei diritti umani

1. La Distribuzione nelle Scuole degli Alunni Stranieri

In presenza di fenomeni di concentrazione di studenti con cittadinanza straniera, si ritiene proficua un'equilibrata distribuzione delle iscrizioni attraverso un'intesa tra scuole, organizzate in reti di scuole, e una collaborazione mirata con gli enti locali, avendo come riferimento normativo l'art. 7 del DPR 275/1999.

Importanza della Distribuzione Equilibrata

La costruzione di reti, associazioni e coordinamenti è rilevante non solo ai fini della distribuzione, ma più in generale per la costruzione di un'offerta formativa che riduca le disuguaglianze e i rischi di esclusione sociale per tutti.

Nell'ambito delle singole scuole, l'orientamento più diffuso è quello di favorire l'eterogeneità delle cittadinanze nella composizione delle classi, piuttosto che formare classi omogenee per provenienza territoriale o religiosa degli stranieri.

Limite del 30%: La circolare ministeriale n. 2/2010 ha previsto di fissare dei limiti massimi di presenza di studenti stranieri nelle singole classi, soprattutto se con ridotta conoscenza della lingua italiana. Il limite del 30% può comunque essere innalzato, con determinazione del direttore generale dell'ufficio scolastico regionale, qualora gli alunni stranieri siano già in possesso di adeguate competenze linguistiche.

Il Ruolo degli Uffici Scolastici Regionali

Per garantire, di norma, il rispetto del limite del 30% delle iscrizioni nei singoli istituti scolastici, gli uffici scolastici regionali devono promuovere azioni mirate a regolare i flussi delle iscrizioni attraverso apposite conferenze di servizio dei dirigenti scolastici e intese tra scuole ed enti territoriali competenti per predisporre una gestione coordinata delle iscrizioni dei minori stranieri, coinvolgendo prefetture, province, comuni.

Le istituzioni scolastiche devono prevedere anche la possibile revisione dei loro "bacini di utenza", rivedendone i confini, se utile alla regolamentazione delle iscrizioni. È quanto mai opportuno, inoltre, che vengano organizzati incontri con i dirigenti delle scuole più direttamente coinvolte dai fenomeni migratori, con l'obiettivo di facilitare e riorganizzare le iscrizioni dei minori stranieri, soprattutto se di recente immigrazione.

🔑 Punti Chiave

  • Distribuzione equilibrata: Evitare concentrazioni eccessive in singole scuole
  • Limite del 30%: Percentuale massima di alunni stranieri per classe (con possibili deroghe)
  • Reti di scuole: Collaborazione tra istituti ed enti locali
  • Eterogeneità: Favorire classi miste per provenienza e cittadinanza

2. L'Accoglienza

Con il termine "accoglienza" ci si riferisce all'insieme degli adempimenti e dei provvedimenti attraverso i quali viene formalizzato il rapporto dell'alunno e della sua famiglia con la realtà scolastica.

L'Iscrizione

L'iscrizione costituisce per tutte le famiglie, sia italiane che straniere, un importante momento per effettuare una scelta pienamente rispondente alle esigenze formative dei propri figli.

Per i minori con cittadinanza non italiana, in base a quanto previsto dall'articolo 45 del DPR n. 349/1999, le procedure di iscrizione possono intervenire in corso d'anno, al momento in cui l'alunno arriva in Italia.

Iscrizione in corso d'anno: Per gli studenti già inseriti nel sistema scolastico italiano, invece, che devono frequentare le prime classi della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, le iscrizioni vengono effettuate nei tempi previsti dalle circolari ministeriali, solitamente nei mesi di gennaio e febbraio per la frequenza dell'anno scolastico successivo.

Iscrizione Online

A partire dalle iscrizioni effettuate per l'anno scolastico 2013/2014 presso scuole statali, le procedure da seguire sono esclusivamente online. Le famiglie devono registrarsi al portale www.iscrizioni.istruzione.it e poi compilare il modello di domanda predisposto dalla scuola prescelta.

Per agevolare le famiglie, il Ministero ha già provveduto a tradurre in inglese tutte le informazioni utili per la compilazione delle domande di iscrizione e procederà a breve alla traduzione dei testi anche in altre lingue.

La Documentazione

Successivamente alla presentazione della domanda di iscrizione, sia online che in corso d'anno, la segreteria scolastica richiede alla famiglia la copia dei seguenti documenti:

Permesso di soggiorno e documenti anagrafici

Il permesso di soggiorno viene rilasciato a uno dei genitori se l'alunno ha meno di 14 anni, direttamente all'alunno straniero se li ha già compiuti. Nell'attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il dirigente scolastico accetta la ricevuta della questura attestante la richiesta.

Documenti sanitari

La scuola è tenuta ad accertare se sono state praticate agli alunni le vaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione della relativa certificazione. Se il minore ne è privo, la famiglia può rivolgersi ai servizi sanitari perché definiscano la situazione vaccinale ed eseguano gli opportuni interventi sanitari, se necessari.

Documenti scolastici

La scuola richiede la presentazione di adeguata certificazione (pagelle, attestati, dichiarazioni, ecc.) che specifichi gli studi compiuti nel Paese di origine. In mancanza di certificazioni, richiede ai genitori informazioni in merito alla classe e al tipo di istituto precedentemente frequentato.

La Gestione delle Iscrizioni

Per favorire e agevolare uno sviluppo positivo del processo di apprendimento per tutti e garantire in particolare un'inclusione efficace degli alunni stranieri, è necessario programmare, in anticipo rispetto al momento delle iscrizioni, il flusso delle domande, realizzando azioni mirate, in cui siano coinvolti gli Uffici Scolastici Regionali, gli Enti Locali e le istituzioni scolastiche.

🔑 Punti Chiave

  • Iscrizione in qualsiasi momento: Possibile anche in corso d'anno per chi arriva in Italia
  • Procedure online: Dal 2013/2014 per le scuole statali
  • Documenti richiesti: Permesso di soggiorno, documenti sanitari e scolastici
  • Flessibilità: In mancanza di documenti, la scuola deve comunque garantire l'iscrizione

3. Il Coinvolgimento e la Partecipazione delle Famiglie

Il momento dell'accoglienza e del primo inserimento risulta fondamentale per un corretto processo d'integrazione, perché in questa fase si pongono le basi per un percorso scolastico positivo.

Così, oltre alle informazioni sull'alunno e agli aspetti organizzativi e amministrativi, assume una notevole importanza la relazione con le famiglie degli alunni. È infatti necessario da parte della scuola instaurare un rapporto di ascolto con la famiglia per comprendere le specifiche condizioni ed esigenze.

L'Importanza del Dialogo Scuola-Famiglia

Accogliere la famiglia ed accompagnarla ad una graduale integrazione corrisponde a coinvolgerla e renderla partecipe delle iniziative e delle attività della scuola, condividendo un progetto pedagogico che valorizzi le specificità dell'alunno.

In questo percorso la scuola può avvalersi di mediatori culturali o interpreti, per superare le difficoltà linguistiche ed anche per facilitare la comprensione delle scelte educative della scuola.

Strumenti di comunicazione: L'esperienza insegna che è utile la creazione di un foglio informativo, tradotto nelle diverse lingue, che spieghi l'organizzazione della scuola e le diverse opzioni educative, contenente il calendario degli incontri scuola-famiglia ed una breve sintesi delle modalità di valutazione delle competenze.

Le Associazioni dei Genitori

Per un corretto inserimento degli alunni sono, altresì, importanti le associazioni dei genitori. In questo contesto, infatti, lo scambio vicendevole di esperienze e suggerimenti tra le famiglie, una a supporto dell'altra, può fornire un positivo contributo all'integrazione dell'intero gruppo familiare.

Il coinvolgimento delle famiglie e l'informazione in diverse lingue sul funzionamento e sull'articolazione del sistema di istruzione, sugli obiettivi di apprendimento attesi, sull'organizzazione, sulla valutazione e sulle diverse attività della scuola è di importanza cruciale nei processi di integrazione e di orientamento e riorientamento, in particolare nella transizione dal primo al secondo ciclo.

🔑 Punti Chiave

  • Relazione fondamentale: Il rapporto scuola-famiglia è cruciale per l'integrazione
  • Mediatori culturali: Fondamentali per superare barriere linguistiche e culturali
  • Materiale informativo multilingue: Necessario per comunicare efficacemente
  • Associazioni genitori: Supporto reciproco tra famiglie per l'integrazione

4. La Valutazione

I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani (DPR 394/1999, art. 45).

Questa norma è richiamata anche nel regolamento sulla valutazione scolastica, emanato con il DPR n.122/2009. Pertanto, agli alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane, sia statali che paritarie, si applicano tutte le disposizioni previste dal regolamento:

  • diritto ad una valutazione, periodica e finale, trasparente e tempestiva, sulla base di criteri definiti dal Collegio dei docenti
  • assegnazione di voti espressi in decimi per tutte le discipline di studio e per il comportamento (tranne che per la scuola primaria, dove tale voto è sostituito da un giudizio)
  • ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato in presenza di voti non inferiori al sei in tutte le discipline e nel comportamento
  • rilascio della certificazione delle competenze acquisite al termine della scuola primaria, secondaria di primo grado e dell'obbligo di istruzione
  • attribuzione delle tutele specifiche previste dalle norme se lo studente è affetto da disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/2012 o da disturbo specifico di apprendimento (DSA), certificato ai sensi della legge n. 170/2010 o presenta altre difficoltà ricomprese nella recente Direttiva sui bisogni educativi speciali emanata il 27 dicembre 2012

La Valutazione degli Alunni Stranieri: Specificità

Nella sua accezione formativa, la valutazione degli alunni stranieri, soprattutto di quelli di recente immigrazione o non italofoni, pone diverse ordini di questioni, che possono riguardare non solo le modalità di valutazione e di certificazione ma, in particolare, la necessità di tener conto del percorso di apprendimento dei singoli studenti.

Attenzione particolare: È prioritario, in tal senso, che la scuola favorisca, con specifiche strategie e percorsi personalizzati, a partire dalle Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo di istruzione e, successivamente, dalle Indicazioni e Linee guida per le scuole secondarie di secondo grado, un possibile adattamento dei programmi per i singoli alunni, garantendo agli studenti non italiani una valutazione che tenga conto, per quanto possibile, della loro storia scolastica precedente, degli esiti raggiunti, delle caratteristiche delle scuole frequentate, delle abilità e competenze essenziali acquisite.

Gli Esami

La normativa d'esame non permette di differenziare formalmente le prove per gli studenti stranieri ma solo per gli studenti con bisogni educativi speciali certificati o comunque forniti di un piano didattico personalizzato.

È importante che anche nella relazione di presentazione della classe all'esame di Stato, sia al termine del primo che del secondo ciclo, vi sia un'adeguata presentazione degli studenti stranieri e delle modalità con cui si sono svolti i rispettivi percorsi di inserimento scolastico e di apprendimento.

La valutazione in sede d'esame assume una particolare importanza. Sancisce la conclusione di un percorso e la preparazione dello studente con un titolo di studio che ha valore legale.

🔑 Punti Chiave

  • Stesse norme: Gli alunni stranieri sono valutati come i cittadini italiani
  • Valutazione formativa: Deve tener conto del percorso individuale
  • Percorsi personalizzati: Possibile adattamento dei programmi
  • Esami: Non differenziazione formale delle prove, ma presentazione adeguata del percorso

5. L'Orientamento

Per tutti gli studenti la scelta del percorso formativo è cruciale nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado e, successivamente, nella fase del post-diploma. Non bisogna tuttavia dimenticare che le scelte coincidono già all'inizio del percorso formativo ed è necessario mettere in atto strategie che aiutino a limitare i vincoli e a creare pari opportunità per tutte le nuove generazioni.

L'Orientamento per Famiglie Immigrate

Per le famiglie di origine immigrata, il problema dell'orientamento nasce già con la scuola dell'infanzia. Mentre per le famiglie italiane la frequenza a questo ordine di scuola è generalizzata, per molte famiglie di immigrati la frequenza della scuola dell'infanzia non è considerata importante.

Ed è invece in particolare per loro che la scuola dell'infanzia riveste un ruolo decisivo per la socializzazione e per un corretto apprendimento della lingua italiana. È opportuno che le scuole e le amministrazioni comunali incentivino le famiglie a compiere questa scelta, promuovendo contemporaneamente azioni di supporto da parte delle istituzioni pubbliche e del privato sociale.

Scuola dell'infanzia e primaria: Sempre a cominciare dalla scuola dell'infanzia, ma soprattutto a livello di primaria e di secondaria di primo grado, le famiglie sono inoltre chiamate a scegliere la scuola in cui iscrivere i figli, fra quelle che si trovano all'interno di un determinato territorio. Come già detto in Italia è garantita la libertà di scelta della scuola (già dagli anni '80). Tale libertà si è rafforzata con l'avvento dell'autonomia delle singole scuole, ma rappresenta un compito complesso per i genitori.

Attività di Orientamento Specifiche

È necessario che le attività di orientamento in questi ordini di scuola abbiano una specifica attenzione per gli alunni con cittadinanza non italiana e le loro famiglie, sia dal punto di vista degli strumenti informativi che delle modalità di accoglienza e pre-iscrizione.

Inoltre, i fenomeni di concentrazione dei gruppi immigrati presenti nei vari territori e l'esigenza di mantenere caratteristiche di eterogeneità nella composizione delle classi si intrecciano con la scelta della scuola a cui iscrivere gli alunni.

Orientamento alla Scuola Secondaria

Per quanto riguarda il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado, tutte le ricerche ci dicono che per tutti gli alunni l'orientamento deve iniziare almeno dall'inizio dell'ultimo anno della secondaria di primo grado, sia dal punto di vista informativo che della conoscenza di sé e delle prospettive future, e accompagnare lo studente nella fase iniziale del nuovo ciclo.

I dati statistici ci rivelano che la maggioranza degli studenti stranieri, anche di chi ha fatto tutto il percorso di studi in Italia, viene indirizzata o si indirizza verso l'istruzione tecnica e professionale, e più verso la seconda che verso la prima. Studi nazionali e locali hanno rilevato una percentuale particolarmente alta di studenti stranieri nei percorsi triennali regionali di istruzione e formazione professionale.

Il fenomeno dei processi di scolarizzazione: Molti studiosi dei processi di scolarizzazione degli studenti stranieri definiscono con la formula di "segregazione formativa" o "segregazione scolastica" questa caratteristica da approfondire. È infatti possibile che su una polarizzazione così spiccata degli studenti stranieri, nei percorsi professionali, incidano fattori di diversa natura, riconducibili non solo all'attuale condizione socioeconomica delle famiglie immigrate e ad aspettative di un inserimento professionale e delle prospettive di lavoro e guadagno dei figli più rapido di quello promesso dall'istruzione liceale, ma anche alla possibilità di elementi di inconsapevole pregiudizio da parte di docenti e dirigenti in base ai quali si considerano i licei poco adatti ai ragazzi stranieri, anche in presenza di buone capacità linguistiche e di apprendimento.

Contrastare i Ritardi Scolastici

Strettamente collegato al tema dell'orientamento è il fenomeno dei ritardi scolastici degli studenti di origine straniera. Chi è in ritardo scolastico, infatti, non solo è scoraggiato dal proseguire gli studi o è comunque tentato di scegliere i percorsi più brevi, ma vive spesso con disagio, specie se adolescente, la differenza d'età rispetto ai compagni di scuola, con possibili effetti di demotivazione rispetto all'esperienza scolastica.

Il fenomeno si manifesta fin dalla primaria e poi in misura sempre più consistente nei livelli scolastici successivi. Ne derivano i costi rilevanti, per il sistema scolastico e per le vite dei ragazzi, di numerose ripetenze, ma prima ancora un forte rischio di abbandoni precoci e di elusione del diritto-dovere a conseguire un diploma o una qualifica.

🔑 Punti Chiave

  • Inizio precoce: L'orientamento deve iniziare dalla scuola dell'infanzia
  • Segregazione formativa: Tendenza degli studenti stranieri verso percorsi professionali
  • Ritardi scolastici: Problema critico che influenza le scelte future
  • Supporto alle famiglie: Necessario accompagnamento informativo e culturale

6. L'Insegnamento dell'Italiano come Lingua Seconda

In questi vent'anni di pratiche ed esperienze di inserimento scolastico degli alunni stranieri, inizialmente inseriti quasi sempre in classe subito dopo il loro arrivo, le scuole e gli insegnanti hanno cercato di mettere a punto modalità organizzative di intervento, materiali didattici, tracce di programmazione per rispondere in maniera sempre più efficace soprattutto ai bisogni linguistici più immediati propri di chi si trova a dover imparare l'italiano come una seconda lingua.

L'Italiano L2 nel Processo Didattico

L'apprendimento dell'italiano come L2 è diventato cruciale ai fini dell'inserimento positivo e di una storia di buona integrazione. Ed è da questo ordine di scuola che provengono oggi le domande più pressanti di elaborazione di "modelli" organizzativi, di percorsi-tipo e di strumenti didattici basati anche sull'auto-apprendimento.

Alcune importanti peculiarità connotano il percorso didattico dell'italiano L2 e ne fanno un compito innovativo che si discosta, sia dall'insegnamento di una lingua materna "semplificata", sia da quello di una lingua straniera, limitata quasi sempre allo sviluppo della competenza comunicativa:

  • Esso rappresenta un campo di intervento didattico specifico - quanto a tempi, metodi, bisogni, modalità di valutazione - e tuttavia in transizione, perché è destinato a risolversi e ad esaurirsi nel tempo nel momento in cui gli studenti diventano sufficientemente padroni della lingua italiana da essere in grado di seguire le attività didattiche comuni alla classe.
  • Diversi sono i tempi richiesti dall'apprendimento dell'italiano L2 per la comunicazione di base e dall'apprendimento dell'italiano lingua veicolare di studio per apprendere i contenuti disciplinari. Per il primo percorso, sono necessari, in genere, alcuni mesi; per il secondo percorso, il cammino è lungo e deve coinvolgere tutti i docenti della classe.

Attività per gli Alunni Neo-arrivati

Per rispondere ai bisogni linguistici degli alunni stranieri non italofoni l'esperienza consolidata ci dice che sono necessari tempi, strumenti, risorse di qualità. In particolare, nella prima fase, un intervento efficace dovrebbe prevedere circa 8-10 ore settimanali dedicate all'italiano L2 (circa 2 ore al giorno) per una durata di 3-4 mesi.

Laboratori linguistici: I moduli intensivi iniziali possono essere organizzati grazie alla collaborazione con gli enti locali e con progetti mirati. Dunque, per imparare rapidamente la lingua italiana l'alunno straniero deve anzitutto essere inserito nella classe di appartenenza. Ma lo strumento essenziale per realizzare una partecipazione attiva è costituito dai laboratori linguistici che restano l'anello decisivo di tutto il sistema dell'integrazione.

Le Fasi dell'Apprendimento

Gli alunni stranieri inseriti nella scuola attraversano grosso modo tre diverse fasi:

a) La fase iniziale dell'apprendimento dell'italiano L2 per comunicare

Corrisponde grosso modo, per la rilevazione iniziale e per la definizione degli obiettivi, alla descrizione dei livelli A1 e A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Ha a che fare con l'intervento specifico (il cosiddetto laboratorio di italiano L2), intensivo e con orario "a scalare", più denso nei primi due/tre mesi, più diluito in seguito.

b) La fase "ponte" di accesso all'italiano dello studio

È questa forse la fase più delicata e complessa, alla quale dedicare una particolare attenzione, consolidando gli strumenti e i materiali didattici e affinando le modalità di intervento di tipo linguistico. L'obiettivo è duplice: rinforzare e sostenere l'apprendimento della L2 come lingua di contatto e, nello stesso tempo, fornire all'apprendente competenze cognitive e metacognitive efficaci per poter partecipare all'apprendimento comune.

c) La fase degli apprendimenti comuni

L'italiano L2 resta in questa fase sullo sfondo e fornisce ai docenti di classe chiavi interpretative per cogliere le difficoltà che possono permanere e per intervenire su di esse. Le modalità di mediazione didattica e di facilitazione messe in atto per tutta la classe e per gestire la sua irriducibile eterogeneità possono essere in gran parte efficaci anche per gli alunni stranieri.

Il Plurilinguismo

"Una pluralità di lingue e culture è entrata nella scuola italiana ..." così si legge nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione e l'analisi delle biografie linguistiche degli alunni racconta infatti che le condizioni e le forme di bilinguismo e i modi diversi di essere bilingue sono oggi diffusi nelle classi.

In questi anni, nelle nostre scuole, si sono diffuse alcune consapevolezze e attenzioni che vanno consolidate. Tra queste: l'importanza di conoscere la situazione linguistica degli alunni; la visibilità che deve essere data alle lingue d'origine degli alunni negli spazi della scuola (indicazioni, avvisi, orari, messaggi plurilingui); la valorizzazione, quando è possibile, della diversità linguistica attraverso momenti di narrazione, disponibilità di testi e libri bilingui, proposte laboratoriali di scrittura, confronto fra gli alunni su "come si dice", "come si scrive", ecc.

Come valorizzare la diversità linguistica: Negli ultimi tempi vi sono stati alcuni piccoli passi avanti a proposito del riconoscimento e della valorizzazione delle situazioni bilingui dei bambini e dei ragazzi immigrati. Di seguito indichiamo alcune modalità diffuse di riconoscimento della diversità linguistica:

  • Segni d'accoglienza
  • Per rilevare competenze e capacità
  • Storie bilingui
  • Parole per studiare
  • Lo scambio tra le lingue
  • L'insegnamento delle lingue anche non comunitarie

🔑 Punti Chiave

  • Approccio specifico: L'italiano L2 non è né lingua madre semplificata né lingua straniera
  • Tre fasi: Comunicazione base, accesso allo studio, apprendimenti comuni
  • Tempi diversi: Comunicazione base (mesi), lingua di studio (anni)
  • Laboratori linguistici: 8-10 ore settimanali nella fase iniziale
  • Valorizzazione del plurilinguismo: Riconoscimento e utilizzo delle lingue d'origine

7. Le Scuole a Forte Presenza di Alunni Stranieri

Le concentrazioni di studenti stranieri vanno osservate con attenzione, non solamente perché esse sono l'indizio delle possibili tendenze segregative della società, ma anche perché hanno delle conseguenze negative, sia dal punto di vista scolastico, che dal punto di vista sociale e individuale.

Fattori di Concentrazione

La forte presenza di alunni stranieri in una scuola si origina da un insieme di fattori. Oltre al dato demografico e residenziale, legato agli insediamenti abitativi degli immigrati in un determinato territorio, anche le pratiche e le strategie delle famiglie di selezione mirata della scuola per i figli, risultano infatti spesso determinanti ai fini della composizione della popolazione scolastica.

Una parte dei genitori tende ad evitare le scuole ritenute non adatte ai propri figli per vari ragioni: scolastiche, sociali e culturali, con l'obiettivo di individuare per il proprio figlio una scuola di qualità ma anche una situazione di maggiore omogeneità socio-culturale.

Segregazione o auto-segregazione: In Italia, non vi sono finora situazioni propriamente segregative, o segreganti, ma si colgono qua e là tracce e indizi di "sovra-rappresentazione" del gruppo degli alunni stranieri in alcune scuole. Essa si verifica soprattutto nelle scuole dell'infanzia, quando sul territorio non vi sia un numero adeguato di servizi educativi e plurali per i più piccoli e negli istituti professionali, a causa di una canalizzazione formativa degli studenti stranieri verso questi percorsi.

Sfide e Opportunità

Proprio perché siamo in un momento ancora fluido e segnato dai cambiamenti, le analisi e le risposte alle situazioni di concentrazione vanno rilevate con cura e seguito con attenzione. Sono soprattutto quattro le strade possibili da percorrere per prevenire le forme di segregazione scolastica e prevenire la concentrazione in determinate scuole:

  1. La prima riguarda i bacini d'utenza, formalizzati o solo valorizzati fra i criteri in caso di esubero, al fine di garantire maggiore eterogeneità e mescolanza.
  2. La seconda è l'orientamento dei ragazzi stranieri nell'istruzione superiore e il loro accompagnamento lungo il percorso scolastico che tenga conto dei talenti e delle inclinazioni personali più che delle origini.
  3. La terza riguarda l'accesso alle scuole dell'infanzia statali e paritarie dei bambini stranieri.
  4. L'ultima strada è l'informazione corretta ai genitori italiani sul tema dell'eterogeneità delle classi, presentandone le sfide ma anche le potenzialità positive di crescita per tutti.

🔑 Punti Chiave

  • Fenomeno complesso: Concentrazioni dovute a fattori residenziali e scelte familiari
  • Non ancora segregazione: In Italia situazioni di sovra-rappresentazione ma non segregative
  • Quattro strategie: Bacini d'utenza, orientamento, accesso scuola infanzia, informazione
  • Opportunità: Le scuole multiculturali come risorsa per tutti

8. La Formazione del Personale Scolastico

8.1 Formazione Iniziale del Personale Docente

Il decreto n. 249 del 10 settembre 2010, al punto e) della tabella 1 dell'allegato, tra gli obiettivi formativi qualificanti del corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria prevede che l'insegnante posseda "capacità relazionali e gestionali in modo da rendere il lavoro in classe fruttuoso per ciascun bambino, facilitando la convivenza di culture e religioni diverse,..." e al punto 14 stabilisce che il profilo dei laureati dovrà comprendere la conoscenza di "Pedagogia interculturale".

Nello stesso decreto per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria manca un riferimento specifico all'educazione interculturale che, tuttavia, dovrebbe essere assunta metodologicamente dai futuri docenti e in particolare, si ravvisa l'opportunità che la formazione dei tirochinanti abbia tra gli obiettivi, l'acquisizione di competenze utili a:

  • Favorire l'acquisizione di competenze trasversali di tipo relazionale e di tipo cognitivo. Orientare all'acquisizione della "capacità di mediazione didattica" volta all'accoglienza dei diversi punti di vista (anche nel settore scientifico) provenienti da culture e lingue diverse
  • Articolare i percorsi didattici in modo modulare
  • Inserire percorsi didattici interculturali nella bagaglio formativo iniziale dei docenti, nelle procedure per l'assunzione del personale per lo svolgimento di attività educative, di insegnamento e di organizzazione scolastica

8.2 Formazione in Ingresso e Formazione in Servizio del Personale

È auspicabile che gli interventi formativi predisposti per la formazione in ingresso del personale neoassunto prevedano anche percorsi di formazione strutturati e riferiti al tema dell'intercultura. Allo stesso modo è auspicabile che un gruppo di lavoro ristretto formato con gli uffici scolastici regionali, in collaborazione con reti di scuole, promuovesse interventi di formazione interculturale del personale in servizio che desideri accrescere le proprie competenze in questo ambito.

Le iniziative formative dovrebbe prevedere il coordinamento entro reti di scuole, degli enti locali, degli USR, degli enti di formazione e di altri soggetti interessati, affinché le azioni intraprese siano ben pianificate ed ottimizzate.

Priorità formative: A rafforzamento dell'opportunità di sviluppare competenze specifiche del personale della scuola si muovono alcune recentissime disposizioni normative. Già l'ipotesi di Contratto nazionale integrativo per la formazione del personale docente, educativo ed ATA, siglato il 24 luglio 2013, indica tra le aree cui dedicare specifici finanziamenti la "formazione per il personale delle aree a rischio o a forte processo migratorio o frequentate da nomadi".

Ma anche il decreto-legge 104 del 2013, nell'art. 16, indica come finalità dello stanziamento complessivo aggiuntivo di 10 ml di euro "il miglioramento del rendimento della didattica, con particolare riferimento alle zone in cui è maggiore il rischio socio-educativo". Viene poi specificato, tra le sette priorità tematiche, la necessità del "potenziamento delle competenze nelle aree ad alto rischio socio-educativo e a forte concentrazione di immigrati, rafforzando in particolare le competenze relative all'integrazione scolastica, alla didattica interculturale, al bilinguismo e all'italiano come lingua 2" (Art.16, lettera c).

🔑 Punti Chiave

  • Formazione iniziale: Pedagogia interculturale nei curricula universitari
  • Competenze trasversali: Capacità di mediazione didattica interculturale
  • Formazione continua: Percorsi strutturati per il personale in servizio
  • Priorità normativa: Finanziamenti specifici per aree a forte processo migratorio

9. L'Istruzione degli Adulti

Come e più che per i coetanei italiani, per i ragazzi stranieri gli abbandoni precoci non sono solo un rischio. Per il concorso di più motivi, attinenti a percorsi scolastici spesso insidiati da ritardi e ripetenze, al bisogno di contribuire il prima possibile al reddito familiare, talora anche a culture di provenienza che non attribuiscono il pieno valore alla scolarizzazione, è consistente l'area di giovani adulti stranieri, tra cui molte ragazze, che oggi sono fuori sia dal mercato del lavoro regolare che dai circuiti formativi, con titoli di studio bassi e scarse competenze linguistiche.

Percorsi Integrati di Istruzione e Formazione

È perciò importante sostenere e sviluppare percorsi integrati tra istruzione scolastica, formazione professionale, corsi serali degli istituti tecnici e professionali in cui conseguire sia titoli di studio e qualifiche che competenze linguistiche. Tale processo di attivazione spetta ai CPIA in collaborazione con i Centri per l'impiego o altre agenzie per il lavoro, gli enti accreditati per la formazione professionale, le regioni.

Anche il sistema delle imprese può svolgere un ruolo prezioso, sia offrendo stage alle scuole del territorio che impegnandosi in azioni orientative. Le esperienze di questo tipo, sebbene ancora poco diffuse e raramente di tipo sistemico, hanno però segnato una strada che sarebbe importante sviluppare, anche in base alla nuova normativa sull'apprendimento permanente in via di attuazione e ai programmi speciali di contrasto della inattività e disoccupazione giovanile.

9.1 Permesso di Soggiorno e Conoscenza della Lingua Italiana

Conoscenza dell'italiano, successo a scuola, cittadinanza, partecipazione e sviluppo sono legati.

Con la legge 94/2009 è stato introdotto per gli immigrati stranieri l'obbligo, ai fini dell'ottenimento del titolo di regolarizzazione, di superare un test di conoscenza della lingua italiana (non inferiore al livello A2 secondo il Quadro Comune Europeo per la conoscenza delle lingue), a seguito dell'accordo tra il Ministero dell'Interno e quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si è definito l'iter attuativo di tale misura che ha affidato ai CTP-CPIA l'organizzazione e la gestione di apposite sessioni di prove.

CPIA e formazione linguistica: Questa importante responsabilità dei CPIA, sostenuta da un'apposita strumentazione predisposta a livello nazionale, ha contribuito allo sviluppo di nuove competenze professionali nell'insegnamento dell'italiano come lingua 2, nella predisposizione dei test sulla scorta degli studi di glottodidattica delle Università per Stranieri di Siena e Perugia e degli altri Enti certificatori e nella valutazione delle prove.

9.2 Il Portale Integrazione Migranti

L'accesso all'informazione è un'ulteriore fattore di sviluppo legato a tutto il mondo dell'apprendimento.

Il Portale Integrazione Migranti, in particolare, è un progetto cofinanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione che nasce sotto il coordinamento della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il Portale, nato dalla collaborazione tra i Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell'Interno, dell'Istruzione, Università e Ricerca e del Ministero dell'Integrazione, intende favorire l'accesso a tutti i servizi offerti sul territorio, assicurando una corretta informazione dei cittadini stranieri quale presupposto per facilitare la loro integrazione nella società italiana. È organizzato per temi: Lingua Italiana, Lavoro, Casa, Salute, Minori stranieri e Mediazione interculturale.

9.3 Programmi di Istruzione e Formazione nei Paesi d'Origine dei Cittadini Extracomunitari

Entro la prospettiva di un sistema di istruzione e formazione globale, ciò che si impara in Italia va integrato con ciò che si impara nel proprio paese d'origine.

Il D.M. 29 gennaio 2013, emanato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, definisce le modalità di predisposizione e di svolgimento dei programmi di istruzione e formazione da effettuarsi nei paesi d'origine dei cittadini extracomunitari e stabilisce i criteri per la loro valutazione. I programmi sono finalizzati all'inserimento lavorativo mirato nei settori produttivi italiani che operano all'interno dello Stato o all'interno dei Paesi d'origine, o allo sviluppo delle attività produttive o imprenditoriali autonome nei Paesi d'origine.

I programmi possono prevedere percorsi di completamento in Italia anche presso i Centri di provinciali per l'istruzione degli adulti al termine dei quali è possibile conseguire - ai sensi della normativa vigente - attestati e titoli di studio conclusivi del primo ciclo, nonché titoli attestanti il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.

🔑 Punti Chiave

  • Giovani a rischio: Alta percentuale di abbandoni scolastici tra giovani stranieri
  • CPIA centrali: Ruolo fondamentale per formazione linguistica e certificazione
  • Test A2: Obbligatorio per permesso di soggiorno
  • Portale Integrazione: Punto di riferimento informativo multilingue
  • Formazione globale: Programmi integrati Italia-paesi d'origine